Dagli appalti all’universo pubblico: a che punto è la digitalizzazione

scritto da il 23 Gennaio 2024

Post di Dario Immordino, avvocato, dottore di ricerca in diritto interno e comunitario –

L’urgenza di rendere più efficiente il settore pubblico ha prodotto negli ultimi anni diverse misure finalizzate alla riorganizzazione della burocrazia ed alla digitalizzazione e semplificazione dei procedimenti e dei servizi pubblici.

Semplificazione ed efficienza non sono soltanto fondamentali forme di espressione dei principi costituzionali di buon andamento ed imparzialità, ma anche strumenti di sviluppo e attuazione dei diritti, dato che la qualità dell’attività amministrativa condiziona la realizzazione di infrastrutture, la competitività del sistema produttivo, gli standard dei servizi pubblici, il livello dei diritti di cittadinanza e l’efficacia della loro tutela.

Un ventennio di riforme “epocali” della burocrazia

Non a caso da circa venti anni si inseguono riforme “epocali” che ripropongono gli stessi temi: semplificazione degli adempimenti e riduzione degli oneri burocratici, trasparenza, rafforzamento degli strumenti di raccordo dei diversi livelli di governo, razionalizzazione delle strutture burocratiche e delle società partecipate, responsabilizzazione del personale pubblico e meritocrazia, incremento della performance degli apparati burocratici.

Considerato che l’attività della pubblica amministrazione consiste in gran parte in prestazioni che scontano i limiti di permeabilità agli interessi e deficit di competenze ed efficienza tipici del cd fattore umano, negli ultimi anni si è diffusa la convinzione che la digitalizzazione delle procedure possa renderle più veloci, tracciabili, trasparenti, imparziali ed efficienti, e rivestire un ruolo strategico nella semplificazione dei rapporti con cittadini e imprese e in generale nella crescita dell’economia.

La disponibilità di ingenti risorse destinate alla trasformazione digitale della p.A., di tecnologia avanzata, di banche dati pubbliche e di piattaforme digitali consente di finalizzare il lungo percorso di semplificazione e innovazione dei processi intrapreso a partire dal codice dell’amministrazione digitale del 2005, rendendo l’intera attività amministrativa interoperabile e interconnessa, attraverso il rafforzamento delle infrastrutture digitali, la realizzazione di siti web e di servizi online di ultima generazione, il ricorso a piattaforme dati interoperabili, lo snellimento delle procedure secondo il principio once-only, l’intelligenza artificiale applicata alla pubblica amministrazione, la trasformazione secondo il paradigma cloud delle piattaforme strategiche.

La missione del PNRRDigitalizzazione, innovazione, competitività e cultura della p.A., il Piano triennale per l’informatica e le numerose misure incentivate dalle politiche di coesione europea mirano a perfezionare e finanziare gli strumenti che consentono di ridurre tempi, costi ed oneri burocratici e di mettere a disposizione di cittadini e imprese servizi digitali innovativi, semplici e accessibili, progettati sulla base delle esigenze dei destinatari ed il rilevante patrimonio informativo della p.A., di garantire efficienza, trasparenza e controllo dell’azione amministrativa.

Digitalizzazione alla prova con gli appalti pubblici

La prima concreta sperimentazione del ruolo e delle potenzialità della digitalizzazione nell’incremento di efficienza dell’esercizio dell’attività pubblica sarà realizzata a partire dal 1 gennaio 2024, con riferimento al settore degli appalti pubblici. Il nuovo Codice dedica un’intera sezione alla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici e alla realizzazione dell’ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale (cd e-procurement), attraverso il passaggio completo al digitale di tutto il ciclo di vita degli appalti, dalla programmazione alla esecuzione finale.

La piattaforma digitale nazionale dati, il fascicolo virtuale dell’operatore economico, il riferimento all’uso di algoritmi nelle decisioni da assumersi mediante automazione ed ai registri distribuiti (cd blockchain), sono alcuni degli strumenti strutturati per snellire e accelerare le procedure di acquisto delle amministrazioni, allargare la partecipazione dei soggetti che operano nel mercato, garantire trasparenza e condivisione delle informazioni, attuare il principio dell’unicità dell’invio (cd once only) in modo che i dati relativi a tutto il ciclo di vita degli appalti siano forniti una sola volta a un solo sistema informativo, e resi disponibili alle stazioni appaltanti ed agli operatori economici.

appalti

(Ansa)

Grazie a questi strumenti imprese e professionisti non dovranno più fornire all’amministrazione i loro dati per ogni singola procedura, le stazioni appaltanti potranno verificare il possesso dei requisiti attraverso l’interoperabilità tra le banche dati, superando i controlli sulle autocertificazioni, la tracciabilità delle procedure renderà più semplici ed efficienti i controlli e il sistema di trasparenza e di prevenzione della corruzione.

Si tratta di soluzioni estensibili all’intero perimetro delle attività pubbliche, funzionali a realizzare principi prescritti dalle leggi di semplificazione a partire dalla legge 241/1990 ma rimasti sostanzialmente virtuali: tempestività della conclusione dei procedimenti amministrativi, divieto di richiedere documenti in possesso della amministrazione procedente o di altre pp.AA., partecipazione dei privati al procedimento amministrativo, accessibilità a dati e informazioni in possesso delle pubbliche amministrazioni, raccordo tra le pp.AA. coinvolte nel medesimo procedimento.

La digitalizzazione oltre gli appalti: che cosa sta succedendo

Ed infatti anche al di fuori dell’ambito degli appalti si sta procedendo alla sperimentazione di processi di digitalizzazione generalizzata dell’attività pubblica, facendo ricorso anche a strumenti innovativi come l’intelligenza artificiale e il cloud, in grado di snellire le procedure burocratiche e ridurre la complessità amministrativa e gli adempimenti burocratici, garantendo al contempo controlli efficienti, uguali opportunità e semplicità nell’accesso ai servizi.

Il progetto “Bandiera” avviato dalla Provincia di Trento (con risorse del Piano nazionale complementare Pnc) prevede, ad esempio, l’utilizzo da parte delle amministrazioni provinciali di soluzioni di intelligenza artificiale in grado di supportare le necessità di analisi di sistemi molto complessi (contesto socio-economico, stato del territorio, sistemi e servizi pubblici) e il decision making basato sui dati, modelli predittivi e simulazioni (“digital twin”).

Ma anche la migrazione al cloud delle piattaforme applicative strategiche e dei sistemi informativi per alcuni settori strategici, la creazione, nell’ambito nel portale istituzionale della Provincia, di un catalogo unico di tutti i servizi pubblici e dei correlati procedimenti amministrativi di competenza delle strutture provinciali (oltre 1000), la digitalizzazione dei servizi ancora gestiti con modalità tradizionali e il relativo sviluppo tramite integrazione con le piattaforme abilitanti e le basi dati nazionali (tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati).

Evoluzione digitale delineata da oltre 15 anni ma costantemente rinviata

La prima applicazione degli strumenti di intelligenza artificiale e della trasformazione delle piattaforme della Provincia sta riguardando ambiti strategici dell’attività amministrativa, relativi a gestione del territorio, emergenze ambientali, mobilità, dinamiche del mondo produttivo, dello sviluppo economico, politiche attive del lavoro, politiche di sostegno al bisogno familiare, incentivi alle imprese.

Queste iniziative dimostrano che le amministrazioni pubbliche dispongono, o possono disporre, di risorse e strumenti che consentono loro di fornire servizi digitali evoluti semplici ed accessibili, strutturare forme più intense di collaborazione con privati, utilizzare piattaforme certificate interoperabili per realizzare procedure interamente digitali, in grado di ridurre gli adempimenti burocratici e la complessità amministrativa e fornire maggiori garanzie e tutele della legalità dell’azione amministrativa e degli interessi di cittadini ed imprese.

Si tratta di mettere a punto le misure normative e tecniche necessarie per dare attuazione all’evoluzione digitale delineata da oltre 15 anni ma costantemente rinviata e garantire il concreto supporto dell’attività delle strutture burocratiche.